AI Act: dal 2 agosto 2026 scatta l'obbligo di dichiarare quando si usa l'intelligenza artificiale

Circolare 11/2026

07/24/2026 12:00 am

AI Act, Intelligenza artificiale, Regolamento UE 2024/1689, Obblighi di trasparenza, Chatbot, Compliance, Adeguati Assetti, continuità aziendale, art. 50 AI Act, obblighi trasparenza IA, intelligenza artificiale imprese, chatbot dichiarazione, contenuti generati IA, AI Digital Omnibus, deepfake etichetta, compliance IA PMI, adeguati assetti, commercialista brescia

Ogni nave, prima di entrare in porto o di avvicinarsi a un'altra imbarcazione, issa la propria bandiera: dichiara chi è. Dal 2 agosto 2026 lo stesso principio vale per l'intelligenza artificiale. Diventano infatti applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dall'art. 50 del Regolamento (UE) 2024/1689, l'AI Act: chi la usa nei rapporti con clienti, utenti o pubblico dovrà dichiararlo, in modo chiaro e riconoscibile.

Non riguarda solo le aziende tecnologiche. Riguarda qualsiasi impresa — comprese le PMI — che utilizza chatbot sul sito, assistenti virtuali, contenuti testuali, immagini o video generati con IA, o sistemi biometrici nei propri processi verso l'esterno. Un tema che si inserisce a pieno titolo nel modello del Triangolo della Crescita dello Studio Nonelli e nella logica degli adeguati assetti per la Continuità Aziendale: sapere per tempo dove si è, per non doverlo scoprire da una contestazione.

 

Cosa cambia dal 2 agosto 2026

 

1. Se parla una macchina, va detto subito

Quando una persona interagisce con un chatbot o un assistente virtuale, deve saperlo fin dal primo scambio — in modo chiaro e comprensibile, non nascosto in una schermata successiva.

2. Se un contenuto nasce dall'IA, va segnalato

Testi, immagini, audio o video generati oppure modificati in modo significativo con sistemi di intelligenza artificiale devono essere riconoscibili come tali. L'obbligo si applica anche a contenuti solo parzialmente rielaborati dall'IA, non soltanto a quelli generati per intero.

3. Non basta scriverlo nelle note legali

Una clausola nei termini di utilizzo o nella privacy policy non è sufficiente: l'informazione deve essere chiara, distinta e percepibile fin dal primo contatto con il sistema o con il contenuto.

 

L'eccezione utile da conoscere

L'obbligo di segnalare un contenuto come generato dall'IA non si applica quando ricorrono insieme due condizioni: il contenuto è stato sottoposto a un vero controllo editoriale da parte di una persona, e una persona fisica o giuridica se ne assume la responsabilità editoriale.

In pratica: un articolo scritto con l'aiuto dell'IA ma rivisto, corretto e fatto proprio da un redattore responsabile può restare senza etichetta. La rielaborazione priva di reale controllo umano, invece, resta soggetta all'obbligo.

 

Le conseguenze di non adeguarsi

Le sanzioni previste dall'AI Act per le violazioni degli obblighi di trasparenza possono arrivare fino a 15 milioni di euro.

Un dettaglio per gli addetti ai lavori: l'AI Digital Omnibus ha spostato al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028 la piena applicazione per alcuni sistemi ad alto rischio — ma questo non tocca gli obblighi generali di trasparenza qui descritti, che restano fissati al 2 agosto 2026.

 

La rotta da seguire ora: cinque verifiche prima del 2 agosto

1. Censire dove l'IA è già in uso verso clienti e pubblico: chatbot, assistenti virtuali, generazione di contenuti, sistemi biometrici. Senza una mappa, non si sa cosa va dichiarato.

2. Predisporre un avviso chiaro e visibile fin dal primo messaggio per ogni chatbot o assistente virtuale attivo. È l'obbligo più immediato e più facile da controllare per un ispettore.

3. Definire una prassi di revisione editoriale umana per i contenuti prodotti con IA, con responsabile identificato. È la condizione per restare nell'eccezione, non nell'obbligo.

4. Aggiornare privacy policy e note legali, sapendo che da sole non bastano più. Restano necessarie, ma non sostituiscono l'avviso a vista.

5. Coinvolgere chi già segue privacy e compliance in azienda per un adeguamento strutturato, non improvvisato. Meglio un adeguamento ordinato oggi che una sanzione dopo.

 

Bandiera issata, rotta chiara

La trasparenza non è un vincolo in più: è la stessa logica degli adeguati assetti che lo Studio Nonelli segue su ogni altro fronte — sapere per tempo dove si è, per non doverlo scoprire da una contestazione. Dichiarare l'uso dell'IA, quando previsto, protegge la fiducia con i clienti tanto quanto protegge dalle sanzioni.

 

Domande Frequenti

L'AI Act si applica anche alle PMI o solo alle grandi aziende tecnologiche?

Si applica a qualsiasi impresa che utilizza intelligenza artificiale nei rapporti con clienti, utenti o pubblico. Comprende le PMI che hanno chatbot sul sito, assistenti virtuali, contenuti generati con IA o sistemi biometrici nei processi verso l'esterno. Non è una normativa riservata al settore tech.

Basta scrivere nelle note legali che si usa l'intelligenza artificiale?

No. Una clausola nei termini di utilizzo o nella privacy policy non è sufficiente. L'AI Act richiede un'informazione chiara, distinta e percepibile fin dal primo contatto con il sistema o con il contenuto. Le note legali restano necessarie, ma non sostituiscono l'avviso a vista.

Quali contenuti generati con IA vanno segnalati?

Testi, immagini, audio e video generati o modificati in modo significativo con sistemi di intelligenza artificiale devono essere riconoscibili come tali. L'obbligo si applica anche ai contenuti solo parzialmente rielaborati dall'IA, non soltanto a quelli generati per intero.

Esiste un'eccezione all'obbligo di etichettare i contenuti generati con IA?

Sì. L'obbligo non si applica quando ricorrono insieme due condizioni: il contenuto è stato sottoposto a un vero controllo editoriale da parte di una persona, e una persona fisica o giuridica se ne assume la responsabilità editoriale. Un articolo scritto con l'aiuto dell'IA ma rivisto, corretto e fatto proprio da un redattore responsabile può restare senza etichetta.

Quali sanzioni sono previste per la violazione degli obblighi di trasparenza?

Le sanzioni previste dall'AI Act per le violazioni degli obblighi di trasparenza possono arrivare fino a 15 milioni di euro. L'AI Digital Omnibus ha spostato al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028 la piena applicazione per alcuni sistemi ad alto rischio, ma gli obblighi generali di trasparenza restano fissati al 2 agosto 2026.

Un adeguamento tempestivo richiede una mappatura precisa dei sistemi IA già in uso, la predisposizione degli avvisi a vista, la definizione di prassi di revisione editoriale con responsabile identificato e l'aggiornamento coordinato dei documenti di compliance. Lo Studio Nonelli supporta le imprese nella verifica puntuale dei punti di contatto con l'AI Act e nell'adeguamento strutturato prima della scadenza del 2 agosto.

Prenota una call conoscitiva per una verifica puntuale di dove la tua impresa usa l'IA e di cosa serve adeguare prima del 2 agosto: cal.com/cristiano.nonelli/call.